Manuel De March, fanese, diciottenne, č un Alfiere della Repubblica italiana.Versione stampabile


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Manuel De March, fanese, diciottenne, è un Alfiere della Repubblica italiana.

Roma, Quirinale,15 apr 2014 - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha consegnato a tredici ragazzi l'Attestato d'onore che attribuisce il titolo di Alfiere della Repubblica. La benemerenza, introdotta dal Presidente Napolitano dal 2010, e' riservata ai minori italiani e stranieri nati nel nostro Paese o che abbiano frequentato con profitto le scuole italiane per almeno cinque anni. Vengono premiate le eccellenze conseguite nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive e nel volontariato, ma anche singoli atti e comportamenti ispirati ad altruismo, solidarietà, coraggio nell'affrontare difficoltà personali e ambientali.

Manuel De March, 18 anni, fanese, è stato premiato “Per la sua predisposizione ad affrontare la vita con spirito positivo, per il suo impegno che gli hanno consentito di raggiungere eccellenti risultati sportivi e di sviluppare capacità manuali” .

Manuel ha la sindrome di Down, ma non ha mai smesso di darsi da fare per realizzare i sui sogni.
Frequenta il corso di design dei metalli e dell'oreficeria al Liceo Artistico “Apolloni” di Fano , affronta lo studio con buoni risultati, è amato e stimato da tutti i suoi compagni, consegue successi nelle attività sportive più varie, dal tiro con l'arco al nuoto e alle bocce, realizza oggetti d'arte e d'ingegno che circolano ormai per tutta l'Italia.

Da sottolineare il valore simbolico del titolo conseguito da Manuel, che è sempre stato supportato dai genitori Daniele De March e Romina Alesiani, arrivando perfino in tribunale a difendere la sua causa contro un episodio di discriminazione sportiva. Al ragazzo è stata impedita l'attività agonistica come arciere nelle gare con i cosiddetti normodotati, che peraltro rimediavano da lui, spesso e volentieri, sonanti paghe. Ora il talento fanese gareggia in una federazione specifica, la Fisdir.

Questa è la dimostrazione che nessuno è normale e nessuno non lo è.
Siamo quello che siamo, ognuno con le proprie possibilità e i propri limiti, l’importante è prenderne atto e credere sempre in quello che facciamo, ottenendo i giusti riconoscimenti per questo.

Bravo Manuel!!!

 



20/04/2014
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